Come il cervello del feto elabora le informazioni uditive esterne

Grazie a strumentazioni sempre più sofisticate che riproducono immagini ad alta risoluzione,  si è ora in grado di vedere il cervello umano e perfino quello del feto in via di maturazione nel ventre materno, e di capire quando e come si sviluppano le diverse strutture cerebrali.

In generale si è visto che le prime aree cerebrali a maturare sono quelle responsabili dell’elaborazione degli stimoli esterni e in questo periodo di tempo varia anche la struttura della massa cerebrale.

Negli ultimi tre mesi di gravidanza si sviluppa  invece la sostanza bianca che contiene importanti collegamenti tra le aree cerebrali affinchè la comunicazione avvenga in modo  regolare.

In questa fase si sviluppano gli assoni (i prolungamenti dei neuroni) e la guaina mielinica che è una sostanza isolante che permette  una rapida trasmissione dei segnali elettrici.

Oltre che anatomicamente, il cervello matura anche dal punto di vista funzionale.

Al 5° mese l’udito è già in funzione e il feto reagisce ai rumori aumentando la frequenza cardiaca o esibendo movimenti spontanei.

Negli ultimi 3 mesi se si trasmettono suoni al bambino in gestazione si è visto che aumenta anche la sua attività cerebrale nel lobo temporale (L’area più importante per l’elaborazione degli stimoli linguistici). ( Frenaud Jardri dell’Università di Lille neuro scienziato francese – 2008-)

Già alla 28° settimana i feti non si limitano a percepire genericamente i rumori esterni al ventre ma distinguono i diversi rumori e imparano a filtrare gli stimoli, importante per imparare a elaborare in modo sensato le informazioni.

I feti oltre a modificare la loro attività motoria e cardiaca in risposta a stimolazioni di tipo uditivo,  sanno anche riconoscere e memorizzare gli stimoli uditivi proposti.

Si è riscontrato che dopo aver percepito lo stesso suono diverse volte, per il quale si sono notate risposte cardiache e motorie, il feto, riconoscendo il suono e non essendo più in allarme per questo, non reagisce più. Queste affermazioni dimostrano che il cervello del feto sa elaborare gli stimoli esterni e già nel ventre materno, è capace di un rudimentale apprendimento. Sono state effettuate numerose prove, sui neonati, a proposito delle loro possibilità di riconoscere melodie, frasi musicali e persino favole lette dalla madre nelle ultime settimane di gravidanza: da ciò sono scaturiti dei risultati che confermano sempre queste precoci capacità di discriminare, riconoscere e preferire gli stimoli conosciuti.(Huebert Preissl-  fisico presso la clinica Universitària di Tuebingen in Germania).

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